i sentieri nei giorni d’estate

•27/06/2013 • Lascia un commento

Mi mancano i lunghi sentieri dei giorni d’estate. Ricordo i miei sensi, totalmente presi da ogni cosa, da ogni rumore, da tutto ciò che normalmente mi sfugge. Le piccole e remote cose che normalmente non vedo, ogni cosa in quei momenti si rende visibile ai miei occhi.

Mi mancano i giorni in cui cercavo gli odori e i rumori di una vita di desideri. Desideri che volevo riscattare, volevo completare. Adoro guardare i vestiti gonfiarsi con il vento, sembrano aspettare che arrivi il loro momento per volare. Io non sono fatto solo di me stesso, indosso sempre qualcosa di qualcun altro. La cintura in cuoio di mio padre, stretta attorno ai pantaloni che mi ha stretto mia madre…ed in mente te e tutti i nostri pensieri.

Questo sono io, nei prati e nel vento mi rivedo. Come il fiore non sceglie il proprio colore, io non sono fatto soltanto di me stesso, pure tu ormai sei in me, e non te ne potrai mai più andare.

Andrea

Hai mai provato?

•09/09/2011 • Lascia un commento

Hai mai provato a baciare la testa di un bambino, a benedire la vita ed augurare tutto il bene possibile a chi davvero ha bisogno del bene di tutti? Hai mai provato a dare speranza a chi non ce l’avrà mai? Hai mai provato il dolore che si prova a guardare negli occhi un bambino che non ha un futuro? Fermati un attimo a pensare, guardati in torno e dimmi cosa vedi, se i tuoi occhi e gli occhi degli altri stanno vedendo davvero il dolore che c’è tutt’attorno. Il dolore non si vede, il dolore è un buco nero che ti prende improvvisamente, è qualcosa che spegne la luce del Sole e ti fa cadere nel più buio dei mondi. Il dolore è un’angoscia che fa implodere il tuo cuore, è una fitta al petto che ti porta via il respiro. A volte farebbe bene provare che cos’è davvero il dolore, si apprezzerebbe di più la vita, la nostra vita e quella degli altri. Dio ti benedica amore mio, sì perchè io credo in Dio, ho bisogno di credere che ci possa essere un futuro per te e per tutti quelli che un futuro non ce l’avranno mai.
Andrea

Tu sei…

•06/09/2011 • Lascia un commento

Sei la componente ibrida di un circuito più grande, sei fatta di ossa ma anche di sangue. Sei un fluido in continuo movimento, una frequenza che tenta di sincronizzarsi. Sei in grado di raggiungere luoghi mai visti prima, di creare dal nulla ogni cosa. Sei nell’acqua con cui è fatto il mio corpo. Sei come la luce che puo’ raggiungere ogni cosa in un attimo soltanto. Sei energia che si sprigiona, un suono mai sentito prima d’ora. Sei unica in un Mondo in uniforme, la carrozzeria speciale ad un raduno di rarirà. Sei tu e ti si puo’ soltanto ammirare, non c’è altro da fare.
Andrea

Viaggiare…

•28/06/2011 • Lascia un commento

Che bello viaggiare, parlo di quei viaggi di pura vacanza. Mi piacerebbe viaggiare di continuo, farlo per passione, per puro piacere. Girare per le strade di città sconosciute, leggere i nomi delle vie appese alle pareti dei palazzi, cambiare itinerario continuamente, camminare fino a farmi venire le vesciche ai piedi. Viaggiare è anche ritrovarmi in una piazza mai vista prima, lasciarmi trasportare dal profumo dei negozi. Viaggiare è perdermi e lasciarmi perdere, è chiudere gli occhi per un attimo e riaprirli davanti ad un panorama mozzafiato. Viaggiare è anche fermarmi ad ascoltare il suono di un musicista di strada. Ed io allora mi fermo, mi faccio prendere per qualche minuto soltanto, ballo e batto le mani. Pochi di solito lo fanno, avete mai notato? E se lo fanno poi si stancano subito, e se ne vanno. Ora c’e’ soltanto una ragazza che ci crede piu’ di me, che batte le mani piu’ di me in questa strada mai vista prima d’ora, che appena ha sentito le note si è fermata, proprio come me. Io la guardo perche’ è felice ed ascolta questo musicista di strada mentre suona la sua chitarra. E lei di battere le mani non si stanca, ed io la guardo ma lei non mi vede, non vede nessuno. Non vede le persone per strada, non ascolta altri suoni che il suono di quel musicista di strada. Per questa ragazza esiste un solo suono ora da ascoltare. E continua a battere le mani e a sorridere. Quasi mi viene da guardare lei piu’ di lui. Lei è qui che applaude insieme a me e pochi altri. Mi giro e mi rendo conto che, di tutti quelli che stanno assistendo allo spettacolo, lei e’ quella che apprezza di piu’. La ragazza è felice, la ragazza è cieca. La persona che piu’ applaude questo musicista di strada è una bellissima ragazza cieca, che applaude perche’ capisce il valore della musica. Applaude l’artista, il suono della chitarra e lo spartito che la sta facendo suonare. La vita è racchiusa in un incontro fortuito, fatto in una strada mai vista. Lei quel giorno non mi ha visto, ma io quella bellissima ragazza cieca e sorridente me la ricordero’ per sempre. Lei che, quando c’è stato da battere le mani e sentirsi davvero felici lo ha fatto. Io mi chiedo ancora cosa starà ascoltando ora quella bellissima ragazza cieca.

Guardare qualcosa senza voler vedere altro, ascoltare un suono senza voler ascoltarne altri.

Andrea

Il rumore del silenzio

•07/06/2011 • Lascia un commento

E’ il dolore di una figlia che non puo’ più farsi abbracciare dal padre, perchè il padre non c’è piu’, perchè farsi abbracciare da un altro essere umano non sarà mai lo stesso. Maledetto tempo che fa dimenticare le voci, i ricordi dei volti che abbiamo tanto amato. Silenzio e vuoto e tanta rabbia, questo è quello che sento sulla pelle. Non c’è un rumore che riesce a distrarmi, non ci sono profumi attorno a me ora, sì ci sono in realtà, solo che li immagino senza sentirli per davvero, perchè non li voglio sentire, ora voglio soltanto silenzio, voglio pensare soltanto al peggio, ferirmi il cuore a morte, lacerarmi la pelle per provare ogni tipo di dolore. Avevi ragione, sono un masochista del dolore. Il rumore del silenzio è il pianto di una moglie, è la rabbia e la disperazione per il vuoto che ci sarà dopo, quando tutto passerà e si rimarrà da soli a pensare. Il rumore del silenzio è un letto vuoto che non sarà mai più riempito, un sorriso ed un bacio che non sarà mai più dato. Guardo i figli e penso che bisogna essere davvero forti per sopportare tutto questo, bisogna piangere in silenzio e vivere allo stesso tempo, facendo spesso finta di nulla. Come si diventa grandi in fretta, perchè il tempo non ci dà modo di fermarci a pensare. Sono qui per testimoniare, le parole dovrebbero servire a questo no? Ho abbracciato tutti e continuo a piangere con loro, senza riuscire a scaldare, senza sentirmi appagato ed è proprio questo che non riesco a fare, scaldare, scaldarmi. E le lacrime non cessano, vorrei non finisse tutto così, non voglio vivere soltanto di ricordi. Vorrei ci fosse il lieto fine ad una morte, soltanto che non riesco proprio ad immaginarla questa volta, questa volta proprio no. Silenzio, vuoto, rabbia ed alienazione. Piove, lascerò che le lacrime si confondano alla pioggia. Tanto comunque non ho paura di mostrarmi un debole, anzi, guardate pure le mie lacrime e la mia disperazione. Sono per chi non ci sarà più, sono per mio cugino Alberto, solo per lui.
Sentirò la tua mancanza Alberto, ed il silenzio la testimonierà ogni volta che rivedrò tuo fratello Paolo, tua madre Giuliana, la Chiara e Sara e Leonardo, la tua casa…e tuo padre che non ho mai conosciuto, perchè lui è morto del tuo stesso male, quando tu eri piccolo. Sì perchè il dolore che provano ora i tuoi figli tu lo conosci già da tempo, da sempre, lo hai già provato e sò che per te è stato come soffrire due volte, mille volte di più. I vuoti non si colmano, sono tutte bugie quelle che dicono, i vuoti rimangono tali, io non li voglio riempire sai? Voglio lasciar liberi i vuoti soltanto per te, per sempre.
Andrea

La morte cerebrale

•06/06/2011 • Lascia un commento

E’ ormai un chiodo fisso, il mio sogno ricorrente. Me ne sto dentro al suo cervello a tentare di saldare le connessioni spezzate, a cercare di ripristinare i collegamenti ormai persi per sempre. E non c’è nessuno che sa dirmi come fare, mi ritrovo con migliaia di cavi senza colori e polarità, migliaia di cavi che non so dove mettere. E sono solo, questo è il fatto, che non c’è nessuno in grado di aiutarmi perchè nessuno realmente sa come si puo’ fare, nessuno. Io non posso tentare, non sono la persona giusta per provare, però ho la volontà, altro non so, altro non so fare.
Andrea

 

Vedi Alberto? Quasi me lo sentissi che te ne saresti andato da un momento all’altro. Non so cosa volevi dirmi e perchè sei venuto a trovarmi tutte queste notti, però ho sentito che te ne stavi andando, come una premonizione. Addio cugino mio, ti voglio bene e sarà per sempre.

Vorrei anch’io la registrazione del mio cuore, come Rita Hayworth

•06/06/2011 • Lascia un commento

“Vorrei anch’io la registrazione del mio cuore, come Rita Hayworth”.

Vorrei sentire e far sentire come batte forte il mio cuore, vorrei che tu lo sentissi ora. Ho pensato, potrei registrarlo e fartelo ascoltare, solo che il suono che sentiresti non sarebbe mai uguale a quello vero, e non sarebbe colpa del tuo orecchio che non riesce a sentire. Sarebbe colpa del microfono che non riesce a captare, del segnale digitale che non è in grado di registrare e riprodurre esattamente un suono per quello che è realmente. E allora come si fa? Si fa che dovresti sentirlo per davvero il mio cuore, dovresti venire qui ed appoggiare il tuo orecchio sul mio petto per sentire il suo vero suono, per catturarne la sua vera intensità analogica e la tua mano non basterebbe a capire, perchè con la mano lo sentiresti battere ma non sentiresti suonare. Solo che tutto questo non lo si fa ed è un peccato perchè i cuori non battono tutti uguali e ci sono cuori che battono per altri cuori ed insieme per altri ancora. E allora cosa si fa? Non si fa ascoltare nulla a nessuno, ci teniamo i nostri cuori sotto i petti, nascosti sotto le nostre maglie di cotone. Sto dimenticando come sono fatti realmente i suoni, non soltanto i colori. Sto dimenticando di dire alle persone che amo che il mio cuore batte anche grazie a loro. Potrei registrarlo e fartelo ascoltare, potrei regalare il suono del mio cuore alle persone che amo.
Andrea